Quando parlo di leggerezza non intendo dire che è meglio fare finta di niente. È un cambio di rotta che rende la conversazione parlabile: meno rumore, più respiro, più chiarezza. Non toglie profondità. Ci permette di stare nel tema e scegliere il passo successivo.
Le tentate soluzioni (che però appesantiscono, invece di alleggerire)
C’è bisogno però di una doverosa premessa: alleggerire in questo contesto non significa sdrammatizzare. Al contrario, ciò di cui abbiamo bisogno, quando iniziamo a prenderci cura di una relazione conflittuale, è fare spazio all’ascolto e alla legittimazione di bisogni ed emozioni anche faticose.
La leggerezza di cui parlo, perciò, è quella che aiuta nel processo di condivisione che va dal “come” al “cosa”. E cioè quella che aiuta a modulare le emozioni e a evitare una escalation troppo intensa del conflitto, in modo che si possa arrivare a mettere a fuoco il vero messaggio, il vero problema, il vero tema oggetto di discussione.
Fare dropping non aiuta. Al pari della sdrammatizzazione, non aiuta ad alleggerire neanche fare “dropping” (e cioè interrompere la discussione, congedandola con frasi come “lasciamo stare” o “non mi va di litigare”). In questi casi, il rischio è quello di accrescere il senso di rabbia, poi di frustrazione e poi di delusione che percepiamo rispetto all’altra persona. Con il rischio di rendere l’aria più satura di prima.
Ma allora cosa esattamente può aiutare a portare leggerezza, quando si affrontano temi pesanti o percepiti come tali?
Cosa aiuta veramente (sia a essere creativi, che a portare leggerezza)
Ma qual è lo scopo di alleggerire uno scontro?Abbiamo detto che non è minimizzare né sdrammatizzare, né tantomeno cercare di evitarne la prosecuzione (anzi, come ricorderai io incoraggio i secondi, terzi e quarti round del conflitto, come passaggi necessari per arrivare dalla richiesta a una reale negoziazione di possibili accordi e soluzioni). Alleggerire ci aiuta a rallentare. E rallentare ci aiuta a tornare a raccogliere, vedere e utilizzare tutte le informazioni che abbiamo (anche quelle che hai acquisito leggendo i miei contenuti, partecipando alle mie live e alle masterclass, unendoti ai percorsi 1:1!).
Per farlo, puoi seguire questa mini‑mappa “RRR”:
- Riconosci. Cosa sta accadendo? Che emozioni ci sono nell’aria? Qual è il passo successivo, se non fate nulla per interrompere il flusso? (ad esempio, escalation, shut down, colpevolizzazione solitaria, rimuginio, etc.).
- Regola. Concorda una pausa breve con un rientro preciso, in termini di tempo e luogo. Anche dieci minuti, ma rispettate gli accordi che prendete con voi stessi e con l’altra persona.
- Riapri. Tornate avendo chiarito a voi stessi di cosa avete bisogno e cosa realmente volete chiedere all’altra persona. Fate un breve recap di ciò che è successo prima. Datevi e rispettate dei turni di parola.
Far parlare la leggerezza: domande-piuma e metafore
Sempre nel secondo round (o anche nel primo se ci riuscite!), ci sono alcuni strumenti che possono aiutare la conversazione a non ricadere nel precedente clima di ostilità bloccante.
Ti faccio alcuni esempi:
- “Come ci sentiremo fra due mesi, quando avremo risolto la situazione?”
- “Cosa ti piacerebbe fare adesso, se potessi fuggire da questa conversazione a gambe levate?”
- “Se potessi gridare una parola al cielo in questo momento, che parola sarebbe?”
Le domande-piuma hanno queste tre caratteristiche:
- non sono comuni (non è il solito “come stai?”, per intenderci);
- puntano al presente o al futuro (non al passato);
- contengono un tocco magico, onirico, fantastico.
Limonata
“Non c’è nessun limone tanto aspro da non poterci fare qualcosa di vagamente simile ad una limonata”.
Metafora tratta dalla serie This Is Us.
Legna
Una mia cliente, per spiegare come si sentiva ogni volta che suo padre le ricordava tutti gli errori che aveva commesso nella sua vita, gli disse qualcosa come: “Sento che siamo come un mucchio di legna, potremmo costruirci una casa e invece non facciamo che creare un falò dopo l’altro!”.
Inizia oggi
Come sempre, ciò che può aiutarti di più è trovare la tua personale strategia per evitare di andare continuamente nel conflitto esasperato e nel loop di senso di colpa e rancore che ne consegue.
Pensa a ciò che ti sta succedendo proprio mentre leggi:
Che domanda puoi fare all’altra persona, che vi porti fuori dall’ordinario e vi aiuti a rivolgere uno sguardo al futuro?
Che immagine può aiutarti a comunicare come ti senti in una situazione, per vincere la tua resistenza a parlarne e invitare l’altra persona a collegarsi a questo spazio sicuro?
Inizia ora, adesso, subito.




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